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Intravenous immunoglobulin induces proliferation... |
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Intravenous immunoglobulin induces proliferation and immunoglobulin synthesis from B cells of patients with common variable immunodeficiency: mechanism underlying the beficial effect of IVIg in primary immunodeficiencies.
Bayry J. et al. Journal of Autoimmunity 2011; 36: 9 - 15
L’Immunodeficienza Comune variabile (ICV) è una malattia complessa, classificata nell’ambito delle immunodeficienze congenite.
Studiata sotto il profilo genetico, immunologico e clinico ha messo in luce l’esistenza di fattori genetici e di familiarità con espressione clinica anche tardiva, oltre i 40 anni di età. è una patologia che riguarda maschi e femmine e si caratterizza per una bassa produzione di anticorpi che rendono il malato suscettibile a varie infezioni. Oltre al maggior rischio di contrarre infezioni, in corso di ICV si assiste a un incremento delle malattie autoimmuni e di neoplasie (prevalentemente linfomi e adenocarcinomi del tratto digerente). Una terapia sostitutiva con immunoglobuline per via endovenosa (IVIgG) e, in alcuni casi, per via sottocutanea consente, a soggetti con ICV, una vita discreta e con pochi disagi, soprattutto se la diagnosi non è tardiva. Le IVIgG somministrate in corso di ICV sono molecole che sostituiscono quelle che il paziente non è in grado di produrre e quindi il “rifornimento” va effettuato periodicamente, ogni quattro settimane circa, per compensare il naturale consumo. Nello studio pubblicato sul Journal of Autoimmunity gli autori hanno però evidenziato un fenomeno molto importante, sul quale sarà necessario effettuare ulteriori accertamenti di laboratorio.
Hanno sostanzialmente dimostrato che le IVIgG somministrate possiedono anche un ruolo di stimolo su alcune cellule (linfociti B) consentendo, almeno in alcuni casi, una produzione ex novo di anticorpi.
In generale i linfociti B (che in condizioni normali producono anticorpi trasformandosi in plasmacellule) rispondono agli stimoli causati da un’infezione con l’aiuto dei linfociti T. Solo in determinate condizioni possono fare a meno delle cellule T. Se i dati verranno confermati ci troviamo di fronte a un’importante osservazione a favore del ruolo immunomodulante delle IVIgG. Concludono, letteralmente, gli autori: “IVIg ‘replacement therapy in primary immunodeficiencies is therefore not a merepassive transfer of antibodies to prevent exclusively the recurrent infections; rather it has an active role in regulating autoimmune and inflammatory responses through modulating B cell functions and thus imposing dynamic equilibrium of the immune system“.
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